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Fino a quando dovremo usare le mascherine?

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Le mascherine sembrano essere diventate inutili per chi si è vaccinato, ma è davvero così? Ecco tutte le domande e tutte le risposte che vale la pena di conoscere.

Decine di milioni di italiani, ormai, hanno completato il ciclo di vaccinazione con la seconda dose. Anche per questo motivo sempre più persone si chiedono per quanto tempo si dovrà continuare a indossare le mascherine. Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Ospedale Spallanzani di Roma, è convinto che fra vaccinati la mascherina sia ormai inutile, secondo ciò che è stato comunicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Si sosteneva che sarebbe stato possibile allentare le misure una volta superata la soglia del 50% di italiani vaccinati: soglia che per fortuna è già stata oltrepassata. Sia chiaro, però, che il discorso di Vaia vale solo per gli ambienti all’aperto, e si è basato sulle informazioni empiriche che sono state dedotte da Israele, il primo Paese a prevedere una vaccinazione sprint.

Che cosa accadrà in futuro

Per ora le informazioni e i numeri che provengono dallo Spallanzani si dimostrano abbastanza confortanti, dal momento che appena un centinaio di persone si trovano in regime di ricovero ordinario a causa del coronavirus, mentre in terapia c’è una ventina di pazienti. Come dire: l’uscita dal tunnel forse non è vicina, ma quel che è certo è che la strada che è stata intrapresa è quella giusta. I numeri di oggi non c’entrano niente con le cifre allarmanti dello scorso inverno. Per il momento vale la pena di proseguire nell’adozione delle misure precauzionali a cui siamo abituati, anche al di là di quello che raccomanda la scienza. Si tratta di un comportamento di natura prudenziale, perché quello che stiamo vivendo è un momento molto importante e delicato, che richiede sempre cautela.

Tamponi per i vaccinati? Meglio di no

Il direttore sanitario dello Spallanzani, poi, ha precisato che continuando su questa strada sarà difficile che nei prossimi mesi si sia obbligati a fare marcia indietro e a tornare a misure di contenimento più vincolanti. A una condizione, però, e cioè che la stretta non venga allentata. Ora si è abbastanza certi del fatto che sono poche le probabilità che un soggetto vaccinato possa contagiare un’altra persona, così come sono poche le probabilità che un vaccinato si possa contagiare. Vaia, inoltre, ritiene che le persone vaccinate non debbano essere sottoposte a tampone.

Le linee guida sui comportamenti da adottare

Ciò che è certo è che il nostro comportamento nella vita di tutti i giorni dovrà essere improntato per quanto possibile al buon senso. La mascherina (preferibilmente una mascherina UNI EN 14683) continuerà a essere obbligatoria nei locali chiusi; inoltre, sarebbe auspicabile indossarla tutte le volte che ci si relaziona con sconosciuti o comunque con soggetti di cui non si conosce lo status vaccinale. Come dire: essere cauti è ancora la principale regola da seguire. Il primo passo è stato quello di togliere la mascherina all’aperto. Adesso che quasi tutte le regioni sono in zona bianca, sembra di essere tornati a una quotidianità quasi normale. Ma questo non deve far abbassare la guardia.

Niente mascherine all’aperto

In sintesi: le mascherine all’aperto sono un lontano ricordo, almeno in quei contesti in cui c’è la possibilità di mantenere il distanziamento dalle altre persone e si possono evitare gli assembramenti. Al chiuso, invece, il discorso è diverso: ancora per un po’ di tempo continueremo ad andare al supermercato e a entrare nei negozi con la mascherina sul naso e sul viso, per proteggere non solo noi stessi ma anche le persone che ci circondano da un potenziale contagio pericoloso.

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