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I più famosi fallimenti del cinema

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Molti penseranno che Adrian è una catastrofe di Kolossal animato, un grande esempio di come una ventina di milioni di spesa non possano creare necessariamente un capolavoro.

I soldi non contano così tanto nel campo della TV…ma anche del cinema.

È possibile investire milioni d’euro in un film per poi vederlo crollare disastrosamente? Certo! Ed ecco alcuni esempi.

King Arthur: il potere della spada

Il costo del film King Arthur: il potere della spada è stato di 175 milioni di dollari.

Per un certo senso l’intera storia ha ricevuto un parere unanime nella critica, ottenendo così un basso voto su praticamente tutta la linea: 6.8/10 su IMDb e 31% su Rotten Tomatoes (inizialmente era 28%).

Questo è corrisposto ad una perdita totale di 150 milioni, un sacco di soldi bruciati per una serie che la Warner Bros ora considererà due volte prima di creane un seguito.

John Carter

Può la Disney sbagliare un colpo per quel che riguarda il campo dei film in grossa scala? Nel caso di John Carter, il costo è stato di 263 milioni.

Con una media di 3,5/5 su MyMovies e 6.6/10 su IMDb, questo film s’è ritrovato con una buona perdita di ben 122 milioni.

Non tantissimo, ma nemmeno da incoraggiare.

Non a caso la Disney ha poi pensato di acquisire i diritti per serie più famose come Star Wars.

Sinbad – La leggenda dei sette mari

Ed ora parliamo invece di qualcosa inerente l’animazione, che con le sue cifre ha certamente qualcosa di curioso da raccontare.

Sinbad non è in realtà un cartone brutto (anche se ha le sue grinze) ma è venuto fuori in un periodo dove questo tipo d’animazione non riscuoteva particolare interesse negli spettatori.

Questo e i suoi voti ottenuti su Metacritic (48%) e IMDb (6.7 su 10) che ha contribuito ad affondare profondo…molto profondo!

Il costo totale è stato di 60 milioni. Quanti ne sono stati persi? 125 milioni.

La Dreamworks ha rischiato brutto con Sinbad, tanto che da quel momento ha iniziato ad investire di più nel tridimensionale. Ed infatti, ecco Madagascar.

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